24 Ott 2016

Ritorniamo sul tema dei finanziamenti in tema di energia per dare alcune anticipazioni sulla prossima apertura di due nuovi bandi a sostegno dei progetti innovativi delle PMI toscane. Si tratta di due provvedimenti rappresentano le versioni aggiornate e combinate tra loro di due misure ben note: il bando microinnovazione (ex servizi qualificati) e il bando per l’innovazione delle PMI, che aprì nel 2014 insieme ai bandi ricerca e sviluppo in anticipazione del Por Fesr.

Gli uffici competenti dell’assessorato allo sviluppo economico della Regione stanno lavorando alla stesura definitiva dei due bandi, che dovrebbero aprire dal mese di dicembre.

Benefici
Le due misure avranno le caratteristiche, ai sensi degli indirizzi espressi dalla Giunta nei giorni scorsi con la delibera 975/2016, riportate in sintesi di seguito, che stanzia un totale di risorse pari a 24,4 milioni di euro.

I due strumenti saranno destinati tanto al manifatturiero e all’industria in senso lato, quanto a turismo, commercio e terziario, e verranno aperti contestualmente con modalità di attuazione complementari e budget distinti per settore: 18 milioni per le imprese dei principali settori industriali (manifatturiero, costruzioni, ecc.) e 6,4 milioni per le imprese turistiche, commerciali e terziarie.

Diversamente dal passato, entrambe le misure finanzieranno esclusivamente investimenti immateriali riconducibili alle tipologie previste nel Catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le imprese toscane, che la Regione ha usato per il bando microinnovazione del 2015 e ha poi rivisitato con decreto n. 1389 del 30 marzo 2016. Non sembrerebbero pertanto ammissibili spese materiali, che invece figuravano nel bando innovazione del 2014. Va però tenuto conto che la Regione sta lavorando contestualmente alla riapertura del bando per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale del Por Fesr (prevista forse già a novembre), che finanzierà anche costi materiali.

Per quanto riguarda i progetti innovativi, ai sensi della delibera, un bando sarà destinato alle imprese singole (o associate), mentre l’altro sarà riservato alle sole aggregazioni d’impresa.

Nel primo caso, potranno essere finanziati programmi di micro, piccole e medie imprese, in forma individuale (o eventualmente in rete), che operano nei settori su richiamati e prevedono l’attivazione di uno o più servizi tra quelli elencati nel Catalogo, la cui spesa risulti non inferiore a 15mila euro e non superiore a 100mila euro. Com’era previsto dal bando microinnovazione, il contributo sarà un conto capitale di intensità variabile a seconda della tipologia di servizio richiesto e della dimensione aziendale, entro i nuovi limiti riportati nell’allegato B alla delibera.

Il contributo si tratterà di un voucher che va dal 30% per la media impresa fino al 70% per la micro impresa, con le intensità più alte per i progetti a maggior rischio di mercato e quelli a minore domanda nelle edizioni passate, come il temporary manager. Saranno previsti incrementi dell’aiuto qualora i servizi vengano attivati per la partecipazione delle imprese ai programmi europei a gestione diretta, come H2020 (+30%), per sistemi integrati di certificazione avanzata e per progetti che riguardano ricerche contrattuali o uso di laboratori per prove e test (+20%) e per le imprese localizzate nel parco agricolo della piana fiorentina (+10%). Il budget stanziato dalla Regione per questo bando è pari a 10,4 milioni, di cui 8 per il settore manifatturiero e 2,4 per turismo, commercio e terziario, con una riserva del 10% del totale per le imprese di nuova costituzione e le startup innovative.

L’altro bando sarà, invece, destinato alle sole aggregazioni di imprese, tra cui figurano Ati, Ats, reti-contratto, reti-soggetto e consorzi. Finanziabili saranno i progetti innovativi di carattere strategico o sperimentale, che le aggregazioni realizzeranno attivando una combinazione di servizi qualificati sempre riconducibili al Catalogo regionale, la cui spesa non sia inferiore a 40 e superiore a 100 mila euro per ciascuna impresa aggregata. Tra gli interventi ammissibili rientrano: le attività innovative per l’accompagnamento e il consolidamento delle aziende (audit tecnologici, assunzione di temporary manager e gli altri riportati nell’allegato A alla delibera); i percorsi di implementazione di tecnologie in chiave Industria 4.0; gli interventi per la gestione della supply chain, l’innovazione commerciale e il presidio strategico dei mercati.

Anche per questo bando, l’aiuto si sostanzierà in un contributo a fondo perduto erogato nella forma di voucher, la cui intensità varia in base alla dimensione d’impresa e può raggiungere un massimo dell’80% per le micro, del 70% per le piccole e del 60% per le medie aziende, con una maggiorazione del 10% per quelle insediate nel parco agricolo della piana di Firenze. Quanto al plafond disponibile, in questo caso si tratta di 14 milioni di cui 10 riservati ai settori “industriali” e i restanti 4 per le imprese dei settori turismo, commercio e terziario.

Le domande si potranno presentare a partire dalla data che sarà definita nei regolamenti dei bandi, con cadenza mensile nel caso delle imprese singole e semestrale nel caso delle aggregazioni. La gestione sarà affidata sempre a Sviluppo Toscana, che affiancherà la Regione nella valutazione dei progetti sulla base dei criteri indicati nell’allegato C alla delibera. Si prevede già da ora che saranno inoltre attribuiti punteggi alti a quei progetti che risultino coerenti con la strategia di sviluppo di Industria 4.0, approvata dalla Giunta regionale con decisione n. 20 dell’11 aprile scorso, come previsto anche dal bando stratup innovative.

In allegato il Catalogo regionale dei servizi finanziabili e di seguito il link alla delibera regionale: http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/DettaglioAttiG.xml?codprat=2016DG00000001193

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