17 Feb 2016

Decreto n. 94033 del 3 febbraio 2016

 

A seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa sugli ammortizzatori sociali, il ministero del lavoro è intervenuto specificando i criteri per l’approvazione dei programmi di CIGS

 

CIGS per Riorganizzazione Aziendale

Il ministero specifica quanto segue:

– l’impresa deve presentare un programma di interventi volti a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale, commerciale e produttiva. Il programma deve essere presentato anche in caso di ridefinizione dell’assetto societario e del capitale sociale, della ricomposizione dell’assetto dell’impresa e della sua articolazione produttiva;

– il programma può contenere:

  • investimenti per impianti fissi e attrezzature direttamente impegnate nel processo produttivo
  • attività di formazione e riqualificazione professionale rivolta al recupero e alla valorizzazione delle risorse interne

– il valore medio annuo degli investimenti deve essere superiore al valore medio annuo degli investimenti, della stessa tipologia, operati nel biennio precedente;

– le sospensioni dal lavoro devono essere motivatamente ricollegabili nell’entità e nei tempi al processo di riorganizzazione da realizzare;

– le sospensioni, dal 24 settembre 2017, possono essere autorizzate solo nel limite dell’80% delle ore lavorabili nell’unità produttiva, nell’arco di tempo del programma autorizzato;

– nel programma devono essere indicate previsioni di recupero occupazionale dei lavoratori interessati alle sospensioni o riduzioni di orario, nella misura minima del 70%.

Per recupero occupazionale si intende:   –  rientro in azienda dei lavoratori sospesi;

– riassorbimento dei lavoratori sospesi all’interno di altre unità produttive della medesima impresa, o in altre imprese;

– iniziative volte alla gestione non traumatica dei lavoratori sospesi.

Per gli eventuali esuberi residui dovranno essere dettagliatamente precisate le modalità di gestione.

 

 

CIGS per Crisi Aziendale

Il ministero ha individuato i seguenti criteri:

– dagli indicatori economico-finanziari di bilancio, complessivamente considerati e riguardanti il biennio precedente, deve emergere un andamento a carattere negativo involutivo. L’impresa deve presentare una specifica relazione tecnica, recante le motivazioni a supporto della propria critica situazione economico finanziaria;

– deve essere verificato il ridimensionamento/la stabilità dell’organico aziendale nel biennio precedente l’intervento della CIGS ossia l’assenza di nuove assunzioni, in particolare, quelle assistite da agevolazioni contributive e/o finanziarie. Se l’azienda ha assunto o intende assumere personale durante la CIGS deve motivarne la necessità ed evidenziare la compatibilità delle assunzioni con la disciplina normativa e le finalità della CIGS;

– l’impresa deve presentare un piano di risanamento che, con riferimento alle cause della crisi, definisca gli interventi correttivi già intrapresi e da intraprendere, volti a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria e gestionale;

– il programma di risanamento deve essere finalizzato a garantire la continuazione dell’attività e la salvaguardia, anche parziale, dell’occupazione. In caso di esuberi l’azienda deve presentare un piano di gestione degli stessi.

Il trattamento di CIGS può essere concesso anche quando la crisi sia conseguente ad un evento improvviso e imprevisto. L’impresa deve dimostrare l’imprevedibilità dell’evento, la rapidità degli effetti negativi prodottisi e la completa autonomia dell’evento rispetto alle politiche di gestione aziendale. L’azienda deve comunque presentare un piano di risanamento e l’eventuale piano di gestione degli esuberi.

Il ministero non analizzerà le domande di imprese che abbiano iniziato l’attività produttiva nel biennio precedente alla richiesta, non abbiano effettivamente avviato l’attività o che abbiano subito significative trasformazioni societarie nel biennio precedente alla richiesta.

 

CIGS per Contratto di Solidarietà

Il Ministero del Lavoro nello specificare che il contratto di Solidarietà è un ammortizzatore finalizzato a evitare, in tutto o in  parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale attraverso una riduzione dell’orario di lavoro, specifica che lo stesso non si applica:

– nei casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili;

– ai contratti a tempo determinato collegati a fenomeni di natura stagionale;

– ai rapporti di lavoro part-time, a meno che non si dimostri il carattere strutturale del part time nella preesistente organizzazione del lavoro.

L’esubero del personale previsto nel contratto di solidarietà deve essere quantificato e motivato.

Qualora le parti necessitino di derogare, con una minore riduzione di orario rispetto a quanto concordato, le modalità devono esser previste nel contratto medesimo. L’azienda dovrà comunicare il cambio di orario al Ministero e all’INPS.

Se la deroga comporta una maggiore riduzione di orario, sarà necessario stipulare un nuovo contratto di solidarietà.

In linea generale, non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori posti in solidarietà.

Laddove sia necessaria una gestione degli esuberi di personale, è possibile attivare la procedura di licenziamento collettivo basata sulla non opposizione.

 

CIGS settore Imprese appaltatrici dei servizi di mensa e servizi di pulizia

Il ministero nei casi di CIGS richiesta dalle imprese in oggetto adotta i seguenti criteri, per l’approvazione della domanda:

– la contrazione dell’attività dell’azienda appaltatrice dei servizi di mensa deve essere in diretta connessione con la contrazione dell’attività dell’impresa committente, verificatasi a seguito del ricorso alla CIGO, o CIGS/CDS;

– la contrazione dell’attività dell’azienda appaltatrice dei servizi di pulizia deve essere in diretta connessione con la contrazione dell’attività dell’impresa committente, verificatasi a seguito del ricorso alla CIGS/CDS;

– in entrambi i casi la riduzione o sospensione dell’orario deve essere in diretta connessione con la contrazione dell’attività della committente;

– le difficoltà dell’impresa committente devono essere già state oggetto di specifici provvedimenti autorizzativi di integrazione salariale.

Il trattamento di integrazione salariale per l’azienda appaltatrice non può avere una durata superiore a quella del contratto di appalto, da indicare con apposita dichiarazione dell’azienda committente allegata alla richiesta di Cassa.

 

Cumulo di CIGS e CIGO

Nelle unità produttive interessate da interventi sia ordinari che straordinari, il cumulo dei due distinti benefici è consentito se:

– gli intervenuti di integrazione salariale straordinaria riguardino di casi di ristrutturazione, crisi azienda, contratto di solidarietà;

– i lavoratori interessati ai due distinti benefici siano comunque diversi e individuati tramite specifici elenchi nominativi.

 

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