27 Giu 2016

(Fonte INAIL)

 

Infortuni sul lavoro

Nella serie storica del numero complessivo degli infortuni registrati dall’Inail prosegue l’andamento decrescente. Sono state registrate poco meno di 637 mila denunce di infortuni accaduti nel 2015; rispetto al 2014 si ha una diminuzione di circa il 4%; sono circa il 22% in meno rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 416 mila, di cui il 18% “fuori dell’azienda” (cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”). Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione. Delle 1.246 denunce di infortunio mortale (erano 1.152 nel 2014, 1.395 nel 2011) gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 694 (di cui 382, il 55% “fuori dell’azienda”): anche se i 26 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti “sul lavoro” si avrebbe un aumento di circa l’1,7% rispetto al 2014 e una riduzione del 20% rispetto al 2011. Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità, con costo a carico dell’Inail; in media 82 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione, circa 20 giorni in assenza di menomazione.

 

Malattie professionali

Le denunce di malattia sono state circa 59 mila (circa mille e 500 in più rispetto al 2014), con un aumento di circa il 24% rispetto al 2011. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 34%, il 3% è ancora “in istruttoria”. Il 63% delle denunce è per malattie del sistema osteomuscolare (cresciute del 46% rispetto al 2011). È importante ribadire che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44 mila; di cui circa il 39% per causa professionale riconosciuta. Sono stati poco meno di 1.600 i lavoratori con malattia asbesto-correlata. I lavoratori deceduti nel 2015 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.462 (il 27% in meno rispetto al 2011), di cui 470 per silicosi/abestosi (l’85% è con età al decesso maggiore di 74 anni). Osservazione sul leggere i dati – Tutti i confronti intertemporali sui dati di infortuni e malattie considerano le serie storiche aggiornate al 30 aprile 2016. Alcuni andamenti “fuori linea” osservati nelle rilevazioni mensili delle denunce di infortunio mortale – rese pubbliche con gli “open data” a rilevazione mensile di dicembre scorso – sono rientrati negli intervalli di normale oscillazione, considerati gli esiti del processo amministrativo. Fare aritmetica sulle morti è esercizio triste (ancor più quest’anno, ché risuona l’ammonimento del Presidente della Repubblica – nel discorso del primo maggio –: “è inaccettabile ogni singola vita persa sul lavoro”); ma è obbligo per la comunicazione corretta.

 

 

 

 

 

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