14 Set 2016

L’accettazione volontaria di moneta virtuale “bitcoin” come corrispettivo dello scambio di beni e di servizi equivale al pagamento con moneta reale e costituisce una normale modalità di pagamento dei beni e dei servizi comprati o venduti: quindi operazione fuori campo I.V.A.

Le commissioni percepite dal soggetto passivo I.V.A. nel cambio di valuta reale (tradizionale) contro unità di valuta virtuale “bitcoin” sono da considerarsi quale corrispettivo di una prestazione di servizio a titolo oneroso e pertanto esenti ai sensi dell’art. 10, 1° co. n. 3) del D.P.R. 633.

Le monete virtuali, create e utilizzate elettronicamente, possono essere acquistate in cambio di valuta legale e gli utenti possono accettarle come corrispettivo nello scambio di beni o servizi e anche a scopi speculativi attraverso sistemi on line.

In tal senso le conclusioni dell’Agenzia delle Entrate, riportate nella Risoluzione n. 72/E, del 2/09/16, fondate sulla sentenza 22/10/2015, causa C-264/14 della Corte di Giustizia della UE.

 

 

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Area Economia e Diritto di Impresa

Vincenzo Padelletti, tel. 055/2707201

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