17 Lug 2015

Contesto
Lo scorso lunedì 6 luglio 15 il Presidente Guido Bortoni ha presentato alla Camera dei Deputati la Relazione annuale sullo stato dei servizi e dell'attività svolta dell'Autorità per l'Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico.

Argomento
Di seguito uno stralcio dei principali contenuti dello scenario nazionale sui mercati energetici sintetizzati da Confindustria.

MERCATO ELETTRICO NAZIONALE

• In totale i clienti domestici sul mercato libero sono il 28,3% , contro il 24% del 2013. Per i domestici il mercato libero presenta però prezzi medi più elevati rispetto alla ‘maggior tutela’, con un differenziale rilevante (+19% circa per quanto riguarda la sola componente ‘materia prima energia’); per i clienti non domestici in bassa tensione (negozi e piccole imprese) il mercato libero risulta invece più conveniente (-4,5%).
• La domanda di elettricità ha conosciuto un nuovo calo del 3% circa, leggermente inferiore al -3,4% registrato nel 2013. I consumi di energia elettrica infatti sono passati dai 318,5 TWh del 2013 ai 309 del 2014.
• Anche nel 2014 i consumatori domestici italiani con consumi bassi (fino a 2.500 kWh/a) hanno pagato prezzi dell’energia elettrica inferiori a quelli mediamente praticati nell’Unione Europea e nell’Area Euro, sia al netto, sia al lordo delle imposte e degli oneri. I prezzi per le restanti classi di consumo sono invece superiori. L’Italia continua a distinguersi anche per la progressività della componente fiscalità e oneri, diversamente da quanto accade in Europa nei principali Paesi.
• Al contrario, i prezzi per i consumatori industriali sono superiori a quelli dell’Area Euro per tutte le classi di consumo, con differenziali intorno al 25% al lordo delle imposte (con l’eccezione della classe a maggiori consumi, che registra un +11%) e una situazione più variegata al netto, con differenziali più elevati (compresi tra il 20 e il 28 %) per le categorie intermedie e quelli più bassi (+14 e +11%). Tuttavia la crescita dei prezzi è stata inferiore rispetto ad altri Paesi e alla media dell’Area Euro.
• Nel 2014 risulta ancora in calo la produzione nazionale lorda, scesa a 278 TWh, in diminuzione del 4,2% rispetto al 2013. La produzione nazionale ha coperto una quota del fabbisogno complessivo nazionale dell’86%. Sulla produzione lorda 2014 ha inciso anche l’aumento delle importazioni nette, che hanno assicurato una quota del fabbisogno complessivo del 14%, contro il 13% dello scorso anno, nonostante un aumento rilevante anche delle esportazioni (3 TWh, pari ad un + 37,3%).
• La produzione lorda da rinnovabili nel 2014 è aumentata da 112 a 119,3 TWh (+7%), soprattutto per l’ulteriore aumento della produzione fotovoltaica. La quantità di energia elettrica da rinnovabili incentivata ha superato i 64 TWh, per un costo nel 2014 di circa 12,7 miliardi di euro, di cui circa 12 miliardi coperti tramite la componente A3 della bolletta.
• In parallelo nel 2014 la quantità di energia elettrica acquistata nel Sistema Italia è stata pari a 282 TWh, in calo del 2,5% rispetto al 2013 (289,2 TWh), prolungando così il trend decrescente avviato dal 2010 e raggiungendo il minimo storico dalla partenza del mercato. In diminuzione anche gli scambi di Borsa, scesi sui 186 TWh a fronte dei 207 TWh raggiunti nel 2013 (-10%). La riduzione degli acquisti di Borsa riflette sia una ulteriore contrazione degli acquisti dell’Acquirente Unico (25 TWh, -6%), sia una più intensa riduzione da parte degli operatori diversi dall’Acquirente Unico (91 TWh, -11%). In ripresa, viceversa, la domanda sottostante i bilaterali, salita a 96 TWh ( +17% ).
• Si conferma il trend già rilevato negli anni passati, che evidenzia una crescita significativa del numero di operatori, molti di piccole dimensioni, che vendono energia elettrica sul mercato libero: sono 450 contro i 386 del 2013. Nell’intero mercato della vendita finale Enel ed Edison si confermano i due gruppi principali: nel 2014 hanno venduto rispettivamente 84,2 TWh (34,1% del totale, era il 34,8% nel 2013) e 20 TWh (l’8,1% circa). Per quanto riguarda la distribuzione, Enel resta il primo operatore con la quota dominante dell’85%, gli altri operatori viaggiano su quote uguali o inferiori al 4%.

MERCATO NAZIONALE DEL GAS

• Nel 2014 il consumo interno lordo di gas è diminuito di altri 8 miliardi di mc, scendendo a 61,9 miliardi di mc (-11,6% sul 2013). Con quest’ultima riduzione, la quarta consecutiva, i livelli di consumo lordo sono tornati ai valori rilevati tra il 1997 e il 1998. Coerentemente agli andamenti climatici ed economici, si è registrata una marcata diminuzione dei consumi civili (-17%) e di quelli per la generazione termoelettrica (-14,1%); in calo anche gli usi industriali (-2,1%). L’unico comparto in crescita è quello dell’ autotrazione, aumentato del 6%, superando per la prima volta 1 miliardo di mc.
• Le importazioni di gas nel 2014 si sono ridotte di un altro 10%, scendendo a poco meno di 56 miliardi di mc, dai circa 62 del 2013. In calo del 7,6% anche la produzione nazionale (circa 7 miliardi di mc in totale, l’11,5% del fabbisogno). Poiché il calo nelle importazioni è stato inferiore a quello dei consumi, nel 2014 il livello di dipendenza dall’estero è risalito al 90,1%, dall’88,4% registrato nel 2013.
• Il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è ulteriormente cresciuto, raggiungendo il 47% delle forniture (26,2 miliardi di mc), quasi la metà dell’intero approvvigionamento estero italiano. Con una quota del 12,3% l’Algeria ha conservato la seconda posizione (6,8 miliardi di mc), seguita e quasi raggiunta dalla Libia con l’11,7% (6,5 miliardi di mc). Seguono poi il Qatar con l’ 8% (4,5 miliardi di mc), l’Olanda con il 7% circa (3,9 miliardi di mc), la Norvegia con il 5% (2,8 miliardi di mc) e Altri paesi con il 9% (5,1 miliardi di mc). Nel dettaglio le importazioni dall’Algeria, già lo scorso anno in forte riduzione, nel 2014 si sono sostanzialmente dimezzate (-5,9 miliardi di mc, -46%). Penalizzato da prezzi elevati come quello algerino, anche il GNL proveniente dal Qatar è diminuito di un altro 13% (che segue il -14% registrato nel 2013), vale a dire di 650 milioni di mc. Diminuzioni in parte compensate dai maggiori flussi dalla Russia (+2,6 miliardi di mc), dalla Libia (+0,8 miliardi di mc), ma anche da Olanda (+2,2 miliardi di mc) e Norvegia (+0,5 miliardi di mc).
• Nel 2014 il 6,2% dei cliente domestici ha cambiato fornitore, erano il 5,5% del 2013, in costante aumento dal 2009 (ad eccezione del 2012). Il totale dei clienti gas civili (domestici più terziario) sul mercato libero è del 31,9% (su un totale di circa 21 milioni di clienti, erano il 25% nel 2013), il 28% circa per quanto riguarda i soli domestici. In termini di prezzi, per i clienti domestici e i condomini uso domestico il servizio di tutela appare più vantaggioso. Per le attività di servizio pubblico, commercio e altri servizi risulta invece più conveniente il mercato libero.
• In leggera crescita il numero di venditori sul mercato della vendita finale (+ 4 unità), raggiungendo i circa 400 operatori, pur in presenza di un calo dei volumi complessivi venduti di circa 10 miliardi di mc. Anche nel settore gas, come nell’elettrico, i nuovi venditori sono soprattutto piccoli operatori.
• Nel 2014 i prezzi del gas per i consumatori domestici italiani risultano più alti della media dei prezzi dell’Area Euro per tutte le classi di consumo, al netto e al lordo delle imposte, a eccezione del prezzo netto per la classe a maggiori consumi (oltre i 5.253 mc/a), che risulta inferiore del 2%.
• Il peso della componente fiscale italiana sul prezzo netto è il più elevato tra quelli dei principali paesi europei. Se nella prima classe di consumo appare poco distante dalla media dell’Area Euro (33% contro il 31,6%, come nel 2013), è nelle classi più elevate che mantiene valori nettamente superiori: nella classe intermedia risulta intorno al 50% e nella classe più elevata raggiunge il 68,7%, contro una media, rispettivamente, del 38% e del 43,4% dell’Area Euro.
• Come in passato, i prezzi del gas per i consumatori industriali sono più alti della media dell’Area Euro per i consumi più bassi (fino a 263.000 mc/a), mentre per i consumi più elevati i prezzi sono più convenienti. Il differenziale è del +16% per la prima classe di consumi (minori di 26.000 mc/a) e del + 5% per la seconda (tra 26.000 mc/a e 263.000 mc/a). Per le altre classi il differenziale negativo è invece compreso tra il -10% e il -13%.
• Tenuto conto però che i prezzi netti, sia pure con qualche distinguo, appaiono sostanzialmente in linea con quelli degli altri Paesi, le differenze sono da imputare alla componente fiscale. L’incidenza fiscale è infatti particolarmente elevata per le prime due classi, 48,3% e 40%, contro un 33% circa per l’Area Euro. Di converso, per le classi a maggiori consumi l’incidenza della componente fiscale italiana scende in maniera decisa, fino a toccare il 9,7% dell’ultima classe, contro un corrispondente valore per l’Area Euro del 26,4%.
• Le condizioni per i clienti industriali italiani appaiono però in miglioramento, in quanto nel 2014 si è assistito sia a una riduzione dei differenziali positivi rispetto al 2013, sia a un ampliamento di quelli già negativi. A ciò ha contribuito una diminuzione dei prezzi netti superiore a quella dell’Area Euro in tutte le classi di consumo.
 

Azioni di Confindustria Firenze 
Confindustria Firenze fin dal 1999 ha promosso la costituzione del Consorzio Energie Firenze e in seguito il Gruppo di Acquisto, per estendere anche alla PMI le opportunità offerte dai nuovi mercati dell’energia.

L’esperienza maturata ha dimostrato che la soluzione migliore per la gestione dell’energia in un mercato libero è quella di costituire Consorzi/Gruppi d’acquisto a gestione dinamica. Con questa tecnica si superano i vincoli imposti da un unico fornitore, mettendo in relazione domanda e offerta singolarmente presenti nel mercato.

Dato le opportunità offerte dai mercati energetici il Consorzio Energie Firenze e il Gruppo di Acquisto hanno già rinnovato gli Accordi per la fornitura 2016 sia di gas naturale che parte dell’energia elettrica. Possono essere conseguiti risparmi dell’ordine del 10% rispetto al prezzo dell’energia e del gas acquistati con contratti oggi sul mercato della maggior tutela.

Gli uffici del Servizio Energia sono a disposizione delle associate per valutazioni gratuite di risparmio ed approfondimenti sulle modalità di adesione ai diversi gruppi.

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