Confindustria Firenze
Confindustria Firenze:
Ambiente Energia Energia
chiarimenti

Modifiche alle Leggi regionali in materia di energie rinnovabili.

31 Gennaio 2011
  • Soggetto emanatore

    Regione Toscana


  • Argomento

    Energie Rinnovabili


  • Estremi chiarimento

    L. R. n. 39/2005, L. R. n. 1/2005, D.M. 10 settembre 2010


A seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime alcune norme regionali in materia di energia rinnovabile, che introducevano importanti semplificazioni in materia, la Regione sta proponendo le modifiche richieste dalla Corte nel contesto delle leggi locali.


Premessa
Il sistema imprenditoriale toscano guarda con grande attenzione allo sviluppo delle fonti rinnovabili nella produzione di energia; si tratta infatti di uno dei settori più interessanti della green economy, capace di coniugare una maggiore tutela dell'ambiente con gli obiettivi di carattere economico propri delle imprese.

Le fonti rinnovabili rappresentano oggi importanti occasioni di investimento da cogliere, attraverso anche politiche che agevolino la realizzazione degli impianti, sia sotto il profilo economico che tramite incisive forme di semplificazione amministrativa.

Su questo aspetto è in atto un forte dibattito tra Stato e Regioni che ha visto anche la Corte Costituzionale. La Regione Toscana ha dunque provveduto a proporre modifiche alla L. R. n. 39/2005 in materia di energia, alla L. R. n. 1/2005 per il governo del territorio e proposta di deliberazione n. 85 “Prima individuazione delle aree non idonee, di cui al D.M. 10 settembre 2010, alla installazione di impianti fotovoltaici a terra.

Argomento
Confindustria Toscana, con il contributo delle Associazioni Provinciale, rileva in estrema sintesi un giudizio sostanzialmente positivo sulla Proposta di Legge di modifica della legge in materia di energia e della legge sul governo del territorio, mentre è molto critica sulla proposta di delibera per l’individuazione delle aree non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra.

Confindustria Toscana, infatti, riconosce alla Proposta di Legge Regionale il merito di intervenire su di una materia complessa per portare elementi di chiarezza normativa, sia a seguito della sentenza, sia in relazione alle recenti Linee Guida nazionali sulle energie rinnovabili.

Per quello che riguarda invece la Proposta di deliberazione per l’individuazione delle aree non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, la Federazione segnala alcune forti perplessità di carattere generale, che richiederebbero una più approfondita riflessione sull'impianto generale del provvedimento; quest’ultimo, infatti, rischia di bloccare in Toscana gli investimenti sul fotovoltaico a terra, almeno da parte delle imprese non agricole, creando di fatto una disparità davanti al mercato. In particolare le osservazioni poste da Confindustria Toscana riguardano:

1) Le aree individuate dal provvedimento come vietate al fotovoltaico a terra (almeno agli impianti maggiori) sono decisamente molto ampie e coprono in pratica gran parte del territorio toscano. Questo appare palesemente in contrasto con il contenuto delle Linee Guida nazionali, che chiedono di individuare le aree non idonee in modo specifico, vietando di delimitare porzioni ampie di territorio, trasformando quindi uno strumento di semplificazione procedurale (dove l'individuazione preventiva di limitate aree vietate serve alle imprese per conoscere preliminarmente dove possono ipotizzare i loro investimenti) in un divieto generalizzato. Si pensi, a titolo di esempio, alle aree IGP, DOC o DOP, che, in taluni casi, possono coprire il territorio di un'intera provincia.

2) La Proposta di delibera individua le aree non idonee in via transitoria in attesa che il Governo fissi gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili per ciascuna Regione. Questo tuttavia non può far dimenticare che la Regione Toscana si è data già degli obiettivi all'interno del Piano d'Indirizzo Energetico Regionale (PIER). Manca nella proposta di delibera qualsiasi valutazione sulla coerenza di tale delimitazione con gli obiettivi regionali inerenti il fotovoltaico previsti dal PIER.

3) In molte aree e anche per impianti di dimensioni importanti, si lascia la possibilità che gli stessi vengano realizzati solo dagli imprenditori agricoli nei limiti dei criteri di connessione con l'attività agricola previsti da una circolare dell'Agenzia delle Entrate. Sfugge la connessione tra tutela del paesaggio (alla quale dovrebbe essere orientata la delibera in oggetto) e la tipologia dell'impresa che realizza l'impianto; l'impatto territoriale di un impianto infatti non dipende dalla natura dell'impresa. Se il criterio della connessione con l'attività agricola, utilizzato a fini fiscali, viene ritenuto idoneo a garantire anche una tutela del paesaggio, si dovrebbe dare la possibilità all'impresa agricola, una volta rispettato il criterio della connessione, di realizzare direttamente l'impianto oppure di affittare il terreno ad altro soggetto imprenditoriale, il quale poi realizzerà e gestirà un impianto delle dimensioni consentite dal criterio della connessione applicato all'impresa agricola proprietaria del terreno. In tal modo, si potrebbero ridurre anche alcuni possibili effetti di distorsione del mercato, consentendo comunque agli imprenditori agricoli la possibilità di garantirsi un'integrazione del reddito senza oltretutto la necessità di cospicui investimenti.

4) La definizione delle aree, soprattutto con riferimento a quelle relative alle produzioni certificate, non e' chiara. E’ assente un’opportuna specifica cartografia da produrre in allegato al provvedimento.

Azioni di Confindustria Firenze
Confindustria Firenze, partecipando ai tavoli di coordinamento di Confindustria Toscana, ha lavorato ad alcune proposte da inserire nella Proposta di deliberazione. In particolare:

A) Deve essere espressamente chiarito, e non soggetto a possibile interpretazione, che tutte le aree produttive, destinate a servizi ecc, così come quelle di cava e quelle degradate, sono escluse dal campo di applicazione dei divieti previsti dalla delibera e quindi sono sempre idonee alla realizzazione di impianti di fotovoltaico a terra di qualsiasi dimensione.

B) E' indispensabile che sia introdotta, a tutela del principio dell'affidamento, una norma transitoria che escluda dal campo di applicazione della delibera i progetti per i quali sia stata già presentata domanda di autorizzazione o la dichiarazione di inizio attività. Trattandosi di investimenti già programmati dalle imprese il blocco produrrebbe pesanti ricadute sulle stesse anche in termini finanziari.

C) La delibera deve lasciare la possibilità di ampliamento degli impianti già realizzati (o autorizzati), in considerazione del fatto che l'impatto sul territorio (già per altro oggetto di valutazione da parte dell'Amministrazione competente) si e' sostanzialmente verificato, non determinando un ampliamento dello stesso (almeno entro una certa percentuale, ad es. il raddoppio), una modifica sostanziale dell'impatto stesso.

Gli uffici del Servizio Energia dell’Area A.S.E.Q (Ambiente Sicurezza Energia Qualità) di Confindustria Firenze sono a disposizione degli Associati interessati ad un aggiornamento e confronto su un tema di estrema attualità.


Contatto
Area Ambiente Sicurezza Energia Qualità
Catia Tarquini tel. 055 2707286, catia.tarquini@confindustriafirenze.it

 

Allegati

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