09 Mag 2017

Il sistema di incentivazione dei Titoli di Efficienza Energetica (Tee), introdotto dal Decreto Ministeriale del 20 luglio 2004, ha subito negli anni un’importante evoluzione che sta avendo delle ripercussioni positive sulle figure professionali degli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE).

Già il Decreto Legislativo n. 102/2014 – che recepiva la Direttiva UE 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica – rendeva protagonista il sistema dei Tee nel raggiungimento degli obiettivi di risparmio nazionale entro il 2020, imponendo il conseguimento del 60% dei risparmi energetici attraverso questo sistema di incentivazione.

Il Decreto 102 introdusse, tra gli altri, un obbligo di certificazione in capo ai soggetti abilitati alla redazione degli audit energetici. Nello specifico solo gli EGE certificati ai sensi della norma Uni Cei 11339 e le ESCo certificate secondo quanto previsto dalla Uni Cei 11352 risultavano abilitati ad espletare le pratiche di audit. La certificazione, all’epoca, venne concepita come un mero obbligo che, in realtà, celava una serie di vantaggi. Le ESCo certificate potevano offrire diagnosi certificate nel pieno rispetto degli standard Uni Cei 16427 e Uni Cei TR 11428 ed accedere al meccanismo dei Tee. Su quest’ultimo fronte è bene ricordare che a partire dalla data di obbligo di certificazione – 18 luglio 2016 – né le ESCo prive di certificazione né le società prive di nomina di un EGE certificato risultavano come figure idonee alla presentazione di nuovi progetti su alcun tipo di scheda (Rvc-standard, Rvc-analitiche, Pppm o a consuntivo).

L’entrata in vigore del Decreto dell’11 gennaio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 3 aprile, noto come “Nuove Linee Guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica”,  arricchisce il sistema attraverso l’introduzione di una serie di novità. Oltre a determinare gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per il quadriennio 2017-2020, aggiorna il meccanismo e, tra le novità, rivede il ruolo dell’EGE.

Il testo vigente, infatti, identifica come figure idonee ad accedere al meccanismo coloro i quali scelgono di nominare un EGE certificato. Quindi chi decide di avvalersi della figura dell’EGE rende sì questa figura parte integrante dell’iter, ma chi effettivamente risulta titolato ai fini della presentazione del progetto di efficientamento non sarà l’EGE, bensì l’impresa che ha scelto di dotarsi di un EGE.

Si precisa che al fine di supportare gli operatori, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il documento “Sintesi nuovo decreto Certificati Bianchi“, che riporta gli aggiornamenti più rilevanti introdotti dal DM 11 gennaio 2017. La sintesi si può trovare nel box “Documenti” della sezione Certificati Bianchi del sito del GSE.

Data l’evoluzione costante della figura dell’Energy Manager aziendale il Consorzio Energie Firenze in collaborazione con SAIF Srl, Società di Servizi di Confindustria Firenze, ha organizzato nell’ambito del percorso formativo in tema di energia per Tecnici e Imprenditori “Energy Academy“, il corso di formazione al titolo “Esperti in sistemi di gestione dell’energia“. Corso di 28 ore di lezione più, per chi lo desidera, 4 ore di test finale per qualificare il corso ai fini della successiva fase di certificazione EGE.

Nella sezione Formazione del sito del Consorzio Energie Firenze, www.cefenergia.it, è possibile consultare il Programma di dettaglio con la scheda di adesione al corso che fa parte del sistema Formazione Continua e dà diritto all’attribuzione di crediti formativi.

 

Per maggiori informazioni:

Consorzio Energie Firenze

Dott.sa Catia Tarquini
tel. 055 2707286,