Confindustria Firenze
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Accordo di libero scambio con il Giappone: per Confindustria è prematuro

Nelle conclusioni del Consiglio Europeo, è stato incluso un riferimento al potenziale lancio di un negoziato per un accordo di libero scambio con il Giappone, che apre dunque la possibilità che di un tale accordo si parli già nel corso del prossimo vertice bilaterale Ue-Giappone, previsto per la fine di maggio. Confindustria, in linea con l'intera industria europea, ritiene che tale apertura sia decisamente prematura, poiché non sembra siano state adeguatamente prese in considerazione le conseguenze di lungo periodo che un eventuale accordo di libero scambio con il Giappone potrebbe avere sulla struttura produttiva e sull'economia europea.
Certamente, il fatto che il Giappone sia stato colpito da una terribile catastrofe naturale ha contribuito a produrre un'accelerazione sul tema. Ma questo non dovrebbe rappresentare un motivo sufficiente perché l'Ue risponda a quella che, da dieci anni a questa parte, è stata una richiesta unicamente giapponese, resa oggi più pressante dalla prossima applicazione dell'accordo di libero scambio Ue - Corea del Sud che, oltre a svantaggiare importanti settori dell'economia europea, fra i quali quello automobilistico e tessile, ha messo in una posizione difficile anche i produttori e gli esportatori giapponesi.
Confindustria ritiene che il supporto dell'Ue al Giappone debba concentrarsi sull'assistenza tecnica relativa al disastro naturale, senza aprire subito alla possibilità di negoziati commerciali che, date le condizioni di partenza, non potranno che essere sbilanciati a vantaggio del Giappone vista l'impenetrabilità del mercato giapponese dovuta alla presenza di barriere non tariffarie che difficilmente potranno essere smantellate nell'ambito di un negoziato FTA (Free Trade Agreements). A pagare una tale decisione sarebbero, ancora una volta, importanti settori dell'economia italiana ed europea, che non si troverebbero a competere a parità di condizioni con i concorrenti giapponesi.
Va ricordato che, non a caso, la Commissione europea non aveva incluso l'apertura di un negoziato FTA col Giappone fra le priorità della politica commerciale europea per i prossimi cinque anni.
Per queste ed altre ragioni, Confindustria - in linea con tutta BusinessEurope - ritiene che, prima di decidere in merito all'avvio di un negoziato FTA con il Giappone, debba essere stabilita una tabella di marcia credibile per lo smantellamento delle barriere non tariffarie da parte nipponica entro un ragionevole lasso di tempo, che si debba verificarne la reale eliminazione per procedere, conseguentemente, ad una seria valutazione d'impatto e, solo in base ai risultati di quest'ultima, decidere in merito all'eventuale avvio di un negoziato commerciale.

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