Il Decreto Legislativo n. 231/2001, che ha introdotto da tempo la Responsabilità amministrativa degli enti, è tornato a far parlare di sé in seguito all’introduzione di importanti novità. L’argomento in oggetto è di grande importanza per tutte le società e necessita quindi di una considerazione maggiore. Le potenziali conseguenze sanzionatorie legate ad un mancato rispetto della norma, nonché il venir meno di importanti benefici economici introdotti dalle recenti disposizioni legate alla pandemia COVID-19 e ancora gli obblighi imposti dal Codice della Crisi, sono un ulteriore incentivo a rispettare tutte le raccomandazioni fatte dal Legislatore.

Il Decreto 231 si configura come una norma che progetta il presente guardando al futuro, quello che inevitabilmente le imprese che si definiscono proattive verso una crisi economica devono fare.

Abbiamo evidenziato in una passata pubblicazione (Codice della Crisi: non solo costi per le imprese) come il nuovo codice della crisi obblighi gli imprenditori a adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa così da poter rilevare tempestivamente il sorgere della crisi.

Il modello 231 è senza dubbio uno strumento che tende una mano alle imprese che si trovano a dover adempiere a questo obbligo. Ma non solo, esso porta con sé un ulteriore bagaglio di benefici che le società dovrebbero pensare di poter cogliere.

 

MA COSA PREVEDE LA NORMATIVA 231 E IL CONSEGUENTE MODELLO ORGANIZZATIVO?

Con il Decreto 231 è stata introdotta la Responsabilità amministrativa degli enti (incluse tutte le società) qualora si sia in presenza di tre condizioni essenziali:

  • che sia stato commesso uno dei reati previsti dalla norma;
  • che l’autore del reato sia un amministratore o un dipendente
  • che il reato sia commesso nell’interesse e/o a vantaggio della società stessa.

Al verificarsi d tali condizioni, la normativa prevede tre tipologie di sanzioni in capo alla società: sanzioni pecuniarie, sanzioni interdittive e confisca del prezzo o del profitto dell’illecito.

Per scongiurare tutto questo la società deve dimostrare di aver predisposto e attuato un sistema interno di gestione (Modello 231) in grado di ridurre e prevenire il rischio di commissione di tali condotte illecite.

Il Modello organizzativo 231 deve essere in grado di analizzare le aree di rischio; predisporre e adottare appositi protocolli, un codice di condotta interno e un apposito sistema disciplinare; costituire un apposito Organismo interno di Vigilanza.

 

 Le implicazioni positive derivanti dall’implementazione di un Modello organizzativo 231 sono rilevanti.

  • Scongiurare il rischio di sanzioni da responsabilità amministrativa dell’ente
  • Adempiere agli obblighi imposti dal nuovo codice della crisi sul tema dell’organizzazione dell’impresa
  • Innalzare sensibilmente la possibilità di intercettare e controllare più efficacemente una crisi d’impresa prossima
  • Evitare la revoca delle agevolazioni e degli aiuti ottenuti durante la pandemia Covid-19

Alla luce di questi potenziali benefici, si suggerisce a tutte le società di svolgere una profonda riflessione sulla possibilità di implementare un modello 231.