– “In un momento cruciale – e purtroppo drammatico! – come questo, è fondamentale avere vicino, anche fisicamente, una infrastruttura strategica per la ripresa come Cassa Depositi e Prestiti”. Lo sottolinea il presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, nel suo intervento alla tavola rotonda online organizzata da CDP in occasione dell’apertura della sede di Firenze.

“In un momento come quello che stiamo vivendo – continua Bigazzi – i nostri tradizionali punti di forza, cioè la presenza sul canale estero, la qualità delle produzioni e il turismo, sono diventati fattori di debolezza. Il ‘segno meno’ nei nostri fatturati oscilla fra il -30 e il -90%, a seconda che si parli di industria manifatturiera o di industria turistica”.

“Per mestiere non siamo abituati a piangerci addosso, ma a rimboccarci le maniche – aggiunge Bigazzi -. Sappiamo che la ripartenza è legata all’inversione del ciclo economico, ma dipenderà anche da noi; da quello che avremo fatto nei nostri stabilimenti; e da quello che avrà fatto il territorio, per mettersi nelle condizioni di afferrare la ripresa, quando si presenterà.
Il vaccino migliore che Firenze può mettere in campo contro il COVID resta la ricchezza del nostro tessuto imprenditoriale e la vivacità della nostra manifattura, perché la ripartenza dell’industria è decisiva per la ripartenza dell’intera Toscana. La crisi non è una parentesi. E’ una metamorfosi profonda”.

“Mai come oggi abbiamo bisogno di coerenza strategica fra quello che sta dentro è quello che sta fuori dalle nostre imprese – prosegue Bigazzi -. Per noi imprenditori vuol dire: investire in processi, mercati e capitale umano; la transizione 4.0 di tutto il nostro sistema produttivo, ad esempio, non potrà attendere oltre. Per questo CDP può aiutarci a superare i gap storici delle nostre PMI: la dimensione e la scarsa capitalizzazione che spesso ne frenano lo sviluppo”.

“Poi c’è il contesto esterno – conclude Bigazzi – Che vuol dire: infrastrutture, semplificazioni; e formazione. Ci sono le risorse che arrivano dal Recovery Plan e dalla programmazione europea.
Ora abbiamo bisogno di agire con tempi industriali. Concentrando gli sforzi su pochi grandi progetti strategici. Ne hanno parlato il Sindaco Nardella e il nuovo presidente della Regione Giani, a cui facciamo i migliori auguri, perché le Regioni devono gestire il momento più difficile dei loro 50 anni di vita. Per questo ci serve una Cassa Depositi e Prestiti che sia driver di innovazione, non che faccia da bancomat su progetti non strategici. Le ‘partecipazioni statali’ le abbiamo consegnate ai libri di storia. Servono solide partnership per la ripresa e per essere più attrattivi per nuovi investitori. Ma è necessario sbloccare quella miriade di ostacoli che si sono frapposti alla realizzazione dei progetti, a volte facendo scappare gli investitori”.