06 Lug 2021

(Fonte INAIL)

La tutela infortunistica

L’articolo 42, comma 2, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 dispone che nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’Inail che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni Inail nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

Si precisa che, secondo l’indirizzo vigente in materia di trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie (come appunto il Covid-19, ma anche ad esempio l’Aids, la tubercolosi, il tetano, la malaria, le epatiti virali), l’Inail tutela tali affezioni morbose, inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro: in questi casi, infatti, la causa virulenta è equiparata a quella violenta. Sono destinatari di tale tutela, quindi, i lavoratori dipendenti e assimilati (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all’area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e tutela assicurativa Inail. Il datore di lavoro agisce, secondo le regole prescritte per l’infortunio sul lavoro, con l’invio della denuncia di infortunio ma, per l’ammissione del caso alla tutela Inail, è necessario il certificato medico che attesti la conferma diagnostica del contagio. Nell’attuale situazione pandemica, l’ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio In via esemplificativa, ma non esaustiva, si indicano: lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, etc. Le predette categorie non esauriscono, però, l’ambito di intervento in quanto residuano casi anch’essi meritevoli di tutela.

I dati sulle denunce di infortunio da Covid-19 che l’Inail mette a disposizione sono provvisori e il loro confronto con quelli osservati a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità richiede cautele, innanzitutto per la più ampia platea rilevata dall’ISS – relativa all’intera popolazione italiana e quindi comprensiva anche delle persone non più in età lavorativa – rispetto a quella Inail riferita ai soli lavoratori assicurati, e poi per la trattazione degli infortuni, in particolare quelli con esito mortale, per i quali la procedura presenta maggiore complessità dato anche l’attuale contesto, è del tutto eccezionale e senza precedenti.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’INAIL, sarà comunque necessario attendere il consolidamento dei dati, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Inoltre, giova ribadire che i dati INAIL sono un sottoinsieme del fenomeno osservato a livello epidemiologico dall’ISS, non essendo oggetto della tutela assicurativa INAIL, ad esempio, una specifica platea, anche particolarmente esposta al rischio contagio, come quella dei medici di famiglia e dei medici liberi professionisti.

REGIONE TOSCANA Denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all’INAIL (periodo di accadimento gennaio 2020 – 31 maggio 2021)

Nota: i dati al 31 maggio 2021 aggiornano, integrano e in alcuni casi rettificano i dati elaborati precedentemente.

La rilevazione delle denunce di infortunio da Covid-19 è per mese e luogo del contagio. L’analisi delle denunce di infortunio con esito mortale da Covid-19 è per mese di decesso dell’infortunato e luogo del contagio. – Rispetto alla data di rilevazione del 30 aprile 2021 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 194 casi (+2,1%, in linea con quello rilevato a livello nazionale pari al +2,0%), di cui 54 avvenuti nel mese di maggio, 50 ad aprile, 31 a marzo, 28 a febbraio e 4 a gennaio 2021, i restanti casi sono riconducibili ai mesi precedenti. L’aumento ha riguardato tutte le province, in particolare per intensità del fenomeno, in termini assoluti Firenze, mentre in termini relativi Grosseto, Arezzo e Siena. – L’analisi nella regione per mese dell’evento mostra incidenze dei contagi professionali più elevate tra aprile e ottobre 2020 rispetto al dato medio nazionale. Il picco regionale si osserva nel mese di novembre che conta il 22,9% delle 9.476 denunce dell’intero periodo. A dicembre 2020 e gennaio 2021 le incidenze regionali sono inferiori alla media nazionale, mentre nel quadrimestre successivo tendono ad essere di poco più elevate (10,0% contro l’8,3% dell’Italia). – Gli eventi mortali non sono aumentati rispetto alla precedente rilevazione: dei 20 casi complessivi, 18 ricadono nel 2020.

Nell’ambito dell’attività economica – la gestione Industria e servizi registra la stragrande maggioranza delle denunce (97,5% dei casi).