02 Set 2020

L’INAIL rende noti i dati relativi alle denunce di infortunio sul lavoro (anche mortali) e alle malattie professionali presentate tra gennaio e luglio 2020. Riportiamo di seguito una sintesi dei dati dell’Istituto.  

(Fonte INAIL)

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio 2020 sono state 288.873 (-23,7% rispetto allo stesso periodo del 2019), 716 delle quali con esito mortale (+19,5%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 25.205 (-34,5%). I dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Denunce di infortunio sul lavoro

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di luglio sono state 288.873, in diminuzione di circa 90mila casi rispetto alle 378.671 dei primi sette mesi del 2019 (-23,7%).

Questa diminuzione è influenzata dal sostenuto calo delle denunce registrate tra marzo e luglio, con 86mila casi in meno rispetto al periodo marzo-luglio 2019 (-31,6%), a causa soprattutto dello stop forzato tra marzo e maggio di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da nuovo Coronavirus e delle difficoltà incontrate dalle imprese nel riprendere la produzione a pieno regime nel periodo post-lockdown.

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nei primi sette mesi del 2020 è diminuito del 15,1% nella gestione Industria e servizi (dai 293.709 casi del 2019 ai 249.499 del 2020).

Tra i settori economici della gestione Industria e servizi, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” si distingue per il forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +143% nei primi sette mesi (da 16mila a 38mila casi), con punte di quasi il +500% nel bimestre marzo-aprile 2020/2019. Nei mesi di giugno e luglio si è assistito, invece, a un’inversione di tendenza con decrementi pari rispettivamente al -8% e al -16%. Nel 2020, inoltre, tre denunce su quattro del settore hanno riguardato il contagio da Covid-19.

Tra gennaio e luglio di quest’anno l’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese. Questa flessione risulta essere decisamente più contenuta nel Nord-Ovest (-14,3%) e più accentuata nel Nord-Est (-25,4%), al Centro (-28,8%), al Sud (-31,3%) e nelle Isole (-29,0%).

La flessione che emerge dal confronto dei primi sette mesi del 2019 e del 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un calo del 28,8% (da 243.512 a 173.283 denunce), mentre per quella femminile si attesta al -14,5% (da 135.159 a 115.590). Nei mesi di marzo-luglio, in particolare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le denunce si sono ridotte del 39% per i lavoratori e del 18% per le lavoratrici.

Casi mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi sette mesi di quest’anno sono state 716. Pur nella provvisorietà dei numeri, questo dato evidenzia un aumento di 117 casi rispetto ai 599 registrati nello stesso periodo del 2019 (+19,5%). L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 luglio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

A livello nazionale rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 167 a 113 (-32,3%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 432 a 603 (+39,6%). L’incremento ha riguardato anche la gestione Industria e servizi (da 512 a 630 denunce).

Al 31 luglio risultano sei incidenti plurimi avvenuti nei primi sette mesi del 2020, per un totale di 12 decessi. Lo scorso anno, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e luglio erano stati 12, con 24 casi mortali denunciati (20 dei quali stradali).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi sette mesi del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 548 a 644 (+96 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 21 casi in più, da 51 a 72.

In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 488 a 609), mentre calano quelle dei lavoratori extracomunitari (da 71 a 69) e comunitari (da 40 a 38). Dall’analisi per fasce d’età si contraddistingue per l’aumento dei decessi quella degli over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.

Denunce di malattia professionale

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi sette mesi del 2020 sono state 25.205, 13.296 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-34,5%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero delle denunce presentate tra marzo e luglio 2020, in riduzione del 49% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un picco del -87% registrato nel mese di aprile.

Nei primi sette mesi del 2020 si sono rilevate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-32,6%, da 30.648 a 20.643 casi), In ottica di genere emerge un calo di 9.474 denunce di malattia professionale per i lavoratori, da 28.020 a 18.546 (-33,8%), e di 3.822 per le lavoratrici, da 10.481 a 6.659 (-36,5%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 35.860 a 23.459, pari a un calo del 34,6%), sia quelle di comuni (da 885 a 595, -32,8%) ed extracomunitari (da 1.756 a 1.151, -34,5%).

Le prime tre malattie professionali denunciate tra gennaio e luglio di quest’anno continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e quelle dell’orecchio, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori. Tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.