09 Set 2020

Le sfide che le conseguenze del Covid 19 hanno lanciato anche al nostro territorio sono una prova che richiede l’attivazione di tutte le risorse umane, civili, morali ed intellettuali per affrontare con efficacia e giustizia ciò che ci aspetta nel prossimo futuro.

Questo chiama in causa la politica nel suo complesso, che dovrà esprimere fra i primi atti della nuova legislatura regionale una visione d’insieme sul futuro della nostra economia metropolitana, un’azione decisa e conseguente per ridare slancio allo sviluppo del nostro territorio valorizzando adeguatamente i suoi punti di forza e le sue vocazioni.

Fondamentale sarà, a questo proposito, il ruolo della Regione, in quanto soggetto competente all’attuazione delle politiche di derivazione comunitaria, che dovrà implementare politiche industriali e territoriali condivise con la Città metropolitana. Una Regione che avrà a disposizione un plafond di risorse difficilmente replicabile in futuro, che va da quelle ingenti dei Fondi di coesione a quelle straordinarie del Recovery Fund .

Le forze sociali della città metropolitana lanciano insieme un’agenda di priorità basata su tre linee di indirizzo strategico che considerano fondamentali in questo nuovo disegno per il futuro del territorio.

Un’agenda sulla quale chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente di lavoro e di partnership fra Istituzioni e soggetti attivi dello sviluppo del territorio che abbia il compito di co-progettazione ma anche di monitoraggio e rendicontazione delle azioni da portare avanti, a
partire dal progetto del Recovery Fund.

I tre assi dell’agenda condivisa con Cgil, Cisl e Uil metropolitane:

  1. La città metropolitana degli investimenti e non della rendita.
  2. La città metropolitana del lavoro di qualità e delle eccellenze produttive in un modello di sviluppo sostenibile.
  3. La città metropolitana interconnessa.

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