La Commissione europea ha pubblicato due comunicazioni: le linee guida sulla restrizione temporanea ai viaggi non essenziali nell’UE e le linee guida per garantire la libera circolazione dei lavoratori essenziali. Le comunicazioni fanno seguito alle richieste indicate dalla dichiarazione congiunta del Consiglio europeo dello scorso 26 marzo.

Le linee guida sulla restrizione temporanea ai viaggiatori (Guidelines), in entrata in UE e nell’area Schengen, sono indirizzate alle autorità di frontiera e intendono armonizzare la restrizione temporanea alle frontiere (già adottata da tutti gli Stati membri, ad eccezione di Regno Unito e Irlanda) e la concessione dei viti per l’area di libera circolazione. In particolare:

*   Criteri per rifiutare l’ingresso: la restrizione ai viaggi non essenziali si applica ai cittadini non residenti, ai non europei che presentano sintomi rilevanti o sono particolarmente esposti al rischio; qualsiasi rifiuto deve essere proporzionato e non discriminatorio; per determinare il fattore di rischio, le autorità di frontiera possono contattare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
*   Eccezioni: cittadini degli Stati UE e Schengen, loro familiari e cittadini di Paesi terzi con residenza a lungo termine nell’UE, per il solo rientro a casa (compresi i cittadini di San Marino, Andorra, Monaco, Vaticano); alcune categorie di lavoratori non-europei, p.e. operatori sanitari, lavoratori frontalieri e lavoratori agricoli stagionali.
*   Sicurezza: per i viaggiatori autorizzati all’ingresso, le autorità di frontiera devono applicare rigorosamente il codice frontiere Schengen, verificando l’autenticità dei documenti di viaggio, applicando controlli sistematici con il sistema di informazione Schengen; i passaporti dei cittadini di Paesi terzi devono essere timbrati.
*   Controlli in uscita: le autorità di frontiera devono fornire informazioni sulla restrizione al viaggio e i casi critici devono essere immediatamente segnalati ai servizi sanitari competenti; in caso di necessità, gli Stati membri possono dare la priorità ai controlli di entrata rispetto ai controlli di uscita.
*   Transito e rimpatrio: gli Stati membri devono facilitare il transito dei cittadini UE e Schengen e dei loro familiari, indipendentemente dalla loro nazionalità, nonché dei cittadini di Paesi terzi titolari di un permesso di soggiorno e dei loro familiari a carico che ritornano nel loro Stato membro di nazionalità o residenza (in particolare di Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro, Turchia).

Le linee guida per garantire la libera circolazione dei lavoratori essenziali (guidelines for workers)  riguardano non soltanto i lavoratori del settore sanitario e alimentare, ma anche gli altri servizi essenziali come l’assistenza all’infanzia, l’assistenza agli anziani e il personale critico per i servizi pubblici. La Commissione europea riconosce la necessità dei controlli di frontiera per il contenimento dell’emergenza sanitaria, ma sottolinea la necessità per determinati lavoratori di raggiungere il proprio luogo di lavoro e di residenza. In particolare:

*   Lavoratori essenziali: il testo identifica una serie di lavoratori che esercitano attività critiche e per i quali è considerata essenziale la libera circolazione nell’UE; l’elenco non è da ritenersi esaustivo e la Commissione sollecita gli Stati membri a stabilire specifiche procedure per garantire un passaggio agevole per questi lavoratori frontalieri, compreso uno screening sanitario proporzionato.
*   Lavoratori frontalieri: gli Stati membri devono consentire ai lavoratori frontalieri di continuare ad attraversare le frontiere se il lavoro nel settore interessato è ancora consentito nello Stato membro ospitante; gli Stati membri devono trattare i lavoratori transfrontalieri e i lavoratori nazionali in allo stesso modo.
*   Lavoratori stagionali: gli Stati membri sono invitati a scambiare informazioni sulle loro diverse esigenze a livello tecnico e a stabilire procedure specifiche per garantire un passaggio agevole per tali lavoratori, soprattutto nel settore agricolo, per rispondere alla carenza di manodopera dovuta alla crisi; gli Stati membri devono trattare questi lavoratori come critici e comunicare ai datori di lavoro la necessità di fornire un’adeguata protezione sanitaria.