Il rientro al lavoro dei soggetti “positivi a lungo termine”, anche se in possesso di attestazione di fine isolamento rilasciata dai dipartimenti di prevenzione, ha aperto una discussione sulla corretta interpretazione tra le disposizioni contenute nella Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 e il Protocollo del 24 aprile 2020.

La Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 fornisce linee guida per gestire il rientro in comunità delle varie tipologie di Covid-19 e dei relativi contatti. In particolare, la Circolare fornisce indicazioni anche per i “casi positivi a lungo termine” definendoli come:

le persone che pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al tampone molecolare per Sars-Cov-2 e possono interrompere l’isolamento -e tornare a lavorare- dopo 21 giorni (dalla comparsa dei sintomi), purché asintomatici da almeno una settimana.

Il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 24 aprile 2020, dispone, invece, che si può rientrare a lavoro dopo malattia da Covid, solo a seguito di avvenuta negativizzazione.

Come Confindustria Firenze ci siamo attivati presso la Regione Toscana e Confindustria affinché si arrivasse ad una condivisa interpretazione della normativa.

La Regione Toscana di recente ha fornito una propria soluzione, allo stesso modo, in mancanza di una interpretazione da parte del Governo o del Ministero della Salute, Confindustria ha fornito una propria posizione.

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