12 Giu 2019

L’avvento della  digitalizzazione ha rivoluzionato il modo di lavorare cambiando in maniera radicale l’organizzazione sia degli spazi che dei  processi produttivi  da parte delle aziende. La tecnologia ha reso il lavoro dei dipendenti più flessibile e più veloce. La trasformazione ovviamente si manifesta  in maniera più evidente nel mondo dei servizi.

Questa nuova idea di SMART WORKING arriva dal Nord Europa e dagli Stati Uniti al fine di garantire al dipendente benessere e felicità ,diritti imprescindibili, che garantiscono all’azienda maggiore produttività.

Il telelavoro in un certo senso è il predecessore dello SMART WORKING ed una forma di lavoro utilizzata spesso da persone con disabilità. Con il telelavoro si lavora in maniera stabile presso la propria abitazione, previo controllo dell’azienda che deve certificare la sicurezza del luogo.

Lo SMART WORKING invece consiste nel  lavoro per  una volta alla settimana o al mese presso l’abitazione del lavoratore o altri luoghi. Questa forma di lavoro non solo assicura il benessere del  lavoratore, ma è anche fondamentale per ridurre le emissioni atmosferiche per esempio. Con la SMART WORKING diventano luoghi di lavoro bar, librerie e negozi.

Un’altra forma di lavoro emergente è quella del co-working rappresentato da luoghi che nascono per ospitare aziende diverse mettendo loro a disposizione vari servizi come segreteria, connessione internet ecc. 

Negli ultimi anni molte aziende stanno cercando di offrire ai propri dipendenti posti di lavoro più moderni arricchiti da mense, aree verdi e asili nido per i propri bambini. Questa è un’ottima strategia dove entrambe le parti conseguono dei vantaggi poiché il lavoratore è più sereno e lavora meglio mentre il datore di lavoro registrerà un aumento della produttività.

Quali contenuti deve avere l’accordo di smart working?

L’accordo deve essere in forma scritta e deve contenere dei requisiti minimi:

  • la durata: bisogna indicare se il lavoratore ha un contratto a tempo determinato o indeterminato.
  • il preavviso: il recesso è possibile con un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori disabili) per gli accordi a tempo indeterminato o in presenza di un giustificato motivo.
  • disciplina dell’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali: strumenti tecnologici utilizzati e rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore;
  • modalità di controllo della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali

Il trattamento normativo e retributivo deve essere lo stesso degli altri colleghi.

I lavoratori hanno diritto alla tutela prevista in caso di infortuni e malattie professionali anche per prestazioni rese all’esterno dei locali aziendali.

a cura di Raffaele Fabiano