Con la Ordinanza n.54 del 6 maggio 2020, la Regione Toscana ha fornito ulteriori disposizioni in merito ai test sierologici rapidi connessi all’emergenza pandemica da Covid-19.    

Premessa

La Ordinanza della Regione Toscana n.54 integra ed aggiorna le precedenti ordinanze di pari oggetto n.18, n.23 e n.39. La nuova disposizione regionale chiarisce importanti aspetti tecnico ed organizzativi in merito ai test sierologici, tra cui citiamo:

-il test sierologico rapido (quello costituito dal kit dotato di “pungidito”), non ha da solo valenza diagnostica, per cui a seguito di esito positivo o dubbio del test si procede alla effettuazione del test con tampone nasofaringeo;

-ciascun soggetto che decide di sottoporsi al test deve informare il medico di famiglia e il medico competente sull’esito dei risultati e deve adottare tutte le misure di igiene e prevenzione necessarie;

-qualora l’esito del test sia positivo o dubbio, deve essere effettuato nel più breve tempo possibile il test con tampone nasofaringeo;

-consentire l’effettuazione del test sierologico –a proprie spese– a beneficio dei lavoratori ed operatori, liberi professionisti e non.

Test sierologico rapido gratuito

Il test sierologico rapido a titolo gratuito (quello costituito dal kit dotato di “pungidito”) è riservato solo alle seguenti categorie di soggetti:

  • operatori sanitari e soggetti operanti a vario titolo nelle aziende ed Enti del SSR, operatori nelle strutture sanitarie private e di altri Enti nel territorio regionale;
  • operatori e ospiti delle strutture sociosanitarie e di accoglienza, con particolare riferimento alle RSA e RSD;
  • personale del volontariato impegnato nella emergenza sanitaria e di protezione sociale in genere;
  • farmacie;
  • personale addetto agli Istituti penitenziaria, con particolare attenzione al personale sanitario;
  • forze dell’ordine e vigili del fuoco;
  • chiunque, in forma singola o associata, svolga un’attività lavorativa di assistenza o sostegno alla popolazione anziana e/o fragile;
  • Polizia Municipale e Polizia Provinciale;
  • lavoratori esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare, unitamente agli addetti al trasporto merci;
  • lavoratori di aziende pubbliche o private relative allo smaltimento e raccolta dei rifiuti,
  • la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti;
  • dipendenti Pubblici, la cui attività implica il contatto con il pubblico;
  • dipendenti degli Uffici Postali, la cui attività implica il contatto con il pubblico;
  • dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, la cui attività implica il contatto con il pubblico;
  • lavoratori dei servizi a domicilio;
  • lavoratori della editoria e della emittenza televisiva a contatto con il pubblico;
  • edicolanti e librai;
  • operatori del trasporto pubblico locale, la cui attività implica il a contatto con il pubblico;
  • tassisti;
  • operatori delle imprese/agenzie di onoranze funebri;
  • operatori della logistica, la cui attività implica il contatto con il pubblico;
  • personale dei consolati a contatto con il pubblico;
  • personale dei porti e degli aeroporti;
  • lavoratori del distretto cartario, in quanto distretto che ha sempre lavorato e che può
  • essere pilota di valutazione per i successivi distretti industriali toscani;
  • contatti stretti di casi positivi;
  • studenti universitari delle facoltà sanitarie che abbiano accesso all’interno di strutture sanitarie e sociosanitarie;
  • medici ed infermieri operanti come libero professionisti;
  • odontoiatri libero professionisti;
  • tabaccherie;
  • i magistrati ed il personale amministrativo delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e contabile che hanno rapporti con il pubblico;
  • operatori ed ospiti delle strutture di accoglienza per migranti;
  • maestri, insegnanti e personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado e personale afferente agli asili nido e campi estivi al momento della ripresa delle attività.

Il test sierologico rapido a titolo gratuito può essere steso anche a chiunque, singolo individuo, manifesti sintomi suggestivi di infezione da COVID-19, nonché i paucisintomatici, che presentano sintomatologia simil-influenzale con febbre e/o paucisintomaticità respiratoria ed eventuali disturbi extra-respiratori associati, esclusivamente su richiesta del Medico Medicina Generale e del Pediatra di Famiglia.

Qualora le suddette categorie di soggetti intendessero sottoporsi al test sierologico di tipo venoso, questo sarà svolto a proprie spese.

Test molecolare

A seguito di esito positivo o dubbio del test sierologico rapido si proceda per l’esame di valenza diagnostica alla effettuazione del test molecolare (tampone nasofaringeo); in questo caso il soggetto è invitato a telefonare al numero verde unico regionale 800 55 60 60 che lo indirizzerà alla sede più vicina dove effettuare il tampone nasofaringeo con la garanzia dell’esito del test molecolare entro 24 ore dall’effettuazione dello stesso, al fine di poter adottare con massima celerità le misure di prevenzione e di trattamento necessarie per la salute dell’individuo e della collettività. Anche questo test è a carico dell’Azienda sanitaria.

Ciascun soggetto ha l’onere di informare contestualmente dell’esito del test il medico di medicina generale e il medico competente e di adottare tutte le misure di igiene e prevenzione necessarie.

Test svolti a proprie spese

È consentito l’effettuazione del test sierologico (rapido o venoso) a beneficio dei lavoratori ed operatori, liberi professionisti e non, che abbiano ripreso l’attività o la riprendano, a seguito della cessazione delle misure, di cui al DPCM 10 aprile 2020 e della entrata in vigore del DPCM 26 aprile 2020, nonché dei lavoratori ed operatori, liberi professionisti e non, che non abbiano mai interrotto, dall’inizio della dichiarazione di emergenza pandemica, la propria attività ed abbiano avuto contatto con il pubblico.

L’esecuzione del test avverrà a cura e spese degli stessi soggetti che potranno avvalersi dell’accordo che Regione Toscana sottoscriverà, in prima istanza, con i laboratori, identificati dalla ordinanza n.39/2020, che si sono già dichiarati disponibili, e successivamente con qualsiasi ulteriore laboratorio, accreditato o autorizzato, che voglia aderire, nel quale si definiranno, per i già menzionati test, tariffe calmierate idonee a consentire una equità di accesso alle prestazioni in esame.

Consigli organizzativi ai datori di lavoro per la effettuazione dei test sierologici ai propri dipendenti.

In allegato alla Ordinanza n.54/2020 sono riportate le seguenti procedure consigliate:

  1. il datore di lavoro, cui afferiscono le categorie di soggetti, di cui alle ordinanze n.23/2020, n.39/2020 e di cui alla ordinanza n.54/2020, comunica a tutti i propri dipendenti la possibilità di effettuazione dello screening sierologico, ai fini dell’accertamento di una eventuale positività al virus.
  2. informa i propri dipendenti che il test non è obbligatorio, ma solo su base volontaria e che, qualora decidano di farlo, al momento dell’esecuzione del test deve essere reso il consenso informato;
  3. Il datore di lavoro predispone un elenco dei propri dipendenti che hanno dato l’adesione alla esecuzione del test e individua uno o più dei laboratori indicati nell’allegato all’ordinanza n.39/2020, per concordare le modalità di prenotazione e di esecuzione del test. È data la possibilità, in accordo con il laboratorio individuato, di inviare i propri dipendenti alla sede di prelievo laboratoristica o di eseguire il test presso la propria azienda, al fine di evitare spostamenti dei propri dipendenti;
  4. al momento del prelievo, sono richiesti dei dati anamnestici, che sono inviati al SSR e che servono per avere un dato della stima della sieroprevalenza nelle varie categorie di popolazione individuate dall’ordinanza;
  5. l’esecuzione del test può avvenire in due diverse modalità, ma utilizzando lo stesso supporto tecnologico:

-la prima, con tecnica “pungidito”, che, alla fine del test, permette di dare immediatamente la risposta, la quale, comunque, deve essere refertata da un medico o biologo e consegnata al soggetto;

-la seconda, con tecnica del “prelievo venoso”, che sarà analizzato in un momento successivo nel laboratorio. In questo caso, il laboratorio invierà il referto direttamente al soggetto;

  1. Il referto, comunque prodotto, viene consegnato/inviato al soggetto, che ha l’obbligo, come da ordinanza, di informarne del risultato il proprio medico di medicina generale e il medico competente dell’azienda.

Per ulteriori approfondimenti:

Santina Ferri santina.ferri@confindustriafirenze.it

Giacomo Borselli giacomo.borselli@confindustriafirenze.it