06 Set 2019

Estremi:   Agenzia delle Dogane – Nota Prot. 73328/RU, del 12/07/19

L’Agenzia delle Dogane ha fornito chiarimenti in merito agli adempimenti di natura elettronica, autofattura, che devono essere osservati – su base volontaria – da soggetti passivi non stabiliti in Italia che estraggono beni da depositi I.V.A.

 

Con una nota l’Agenzia delle Dogane chiarisce gli adempimenti di natura elettronica che devono essere osservati all’atto dell’estrazione dei beni, già introdotti nei depositi I.V.A., che comportano l’obbligo di emissione dell’autofattura, ai sensi del 6° co. dell’art. 50-bis del D.L. 30/08/1993, n. 331 (L. 427/93) da parte del soggetto passivo che procede all’estrazione.

Le operazioni di estrazione non si sottraggono alla regola generale della fatturazione (autofatturazione) elettronica, trasmessa al SdI, con esclusione delle operazioni poste in essere da soggetti non residenti o non stabiliti nello Stato i quali possono però attuarle su base volontaria.

Da quanto premesso consegue che se il soggetto che procede all’estrazione dei beni non è stabilito in Italia (anche se identificato o con il rappresentante fiscale nello Stato) non sussiste l’obbligo di emettere l’autofattura tramite SdI, documento che per altro può essere facoltativamente trasmesso al SdI.

Anche nel caso in cui il valore del bene estratto deve essere incrementato dalle spese ad esso riferibili (lavorazioni, deposito, custodia, etc.) le operazioni fatte nei loro confronti e da loro poste in essere non sono soggette agli adempimenti elettronici, salvo loro scelta su base volontaria.

 

Contatto

Area Economia e Diritto di Impresa

Vincenzo Padelletti, tel. 055/2707201