Il fotovoltaico: cosa le PMI devono sapere

Mag 2, 2023

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L’opportunità per le PMI di investire in impianti rinnovabili per ridurre i costi energetici e crescere in sostenibilità.

Il contesto attuale

Nel passato decennio le PMI si erano mostrate poco interessate alle potenzialità del fotovoltaico per l’alto costo degli impianti e solo con una politica incentivante dello Stato si è promossa l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Questo però ad un alto costo elevato per tutti gli utenti elettrici che hanno sostenuto in bolletta il costo degli incentivi.

Oggi il costo del fotovoltaico fortemente ridotto e l’attuale situazione di alti prezzi dell’energia hanno fatto ri-scoprire l’autoconsumo di energia da fonte rinnovabile come opportunità per ridurre drasticamente i costi energetici, sia pur solo in parte.

I tempi di ritorno degli investimenti in impiantivi fotovoltaici, che ricordiamo oggi non beneficiano più di incentivi, sono infatti inferiori a tre/quattro anni quando l’investimento è effettuato in acquisto in proprio, e di circa otto/dieci anni se fatto tramite contratti EPC oppure in leasing.

I benefici

L’evoluzione tecnologica orami ci conferma che la produzione annuale, distribuita nelle 4.000 ore di insolazione, va da 1.000 a 1.400 kWh per kW di potenza nominale in funzione della latitudine (circa 1.250 kWh per 1 kW installato in Toscana). Gli impianti di qualità, ben orientati e ben manutenuti, hanno una potenza massima operativa attorno al 70-80% della nominale per oltre 20 anni, mentre per 1.400 -2.000 ore all’anno la potenza è superiore al 50% della nominale. La produzione nei mesi invernali è circa 2/5 di quella nei mesi estivi.

Ricordiamo che l’obbiettivo degli impianti è la massimizzazione dell’autoconsumo, così in genere viene installata una potenza fotovoltaica inferiore al picco di consumo; se ad esempio il consumo si riduce nei weekend e nelle ferie estive, l’autoconsumo scenderà sotto il 60-70% e le eccedenze andranno in rete.

Anche l’orientamento dei pannelli va stabilito tenendo conto del diagramma delle curve di carico, ad esempio per un centro commerciale con forte consumo pomeridiano per condizionamento si preferirebbe installare un impianto con un orientamento ad Ovest e non a Sud.

Inoltre è da menzionare che nelle utenze fotovoltaiche, soprattutto residenziali, comincia a diffondersi l’impego di batterie per l’accumulo. L’impiego di accumulatori permetterà di installare potenze fotovoltaiche superiori alla potenza richiesta dallo stabilimento, con l’obbiettivo di mantenere alta la quota da autoconsumo fotovoltaico e aumentare la quota di consumi globali coperta dal fotovoltaico, ma non potrà permettere lo stoccaggio a lungo termine come quello stagionale dall’estate all’inverno.

Ad oggi si riscontra che le difficoltà nelle consegne dei componenti evidenziate nei mesi scorsi stanno notevolmente rientrando nella normalità.

Sviluppi della normativa

Ricordiamo infine che grazie ai recenti sviluppi della normativa è stato semplificato il processo autorizzativo per l’installazione degli impianti fotovoltaici anche sui terreni agricoli circostanti gli stabilimenti ed aree industriali.

E’ stato anche approvato il Testo Unico dell’Autoconsumo Diffuso (a cui si rimanda la disamina al precedente articolo QUI), la cui applicazione era prevista dal 1° marzo 2023 o in concomitanza con l’entrata in vigore del tanto atteso decreto MASE sugli incentivi delle CER. Grazie al Testo Unico, di cui appunto si attende la completa operatività, si sono ben definite le seguenti tipologie di configurazione di autoconsumo:

  1. Sistemi di autoconsumo individuale di energia rinnovabile a distanza: sistemi che prevedono l’autoconsumo a distanza di energia elettrica rinnovabile da parte di un singolo cliente finale, senza ricorrere a una linea diretta, ovvero utilizzando la rete di distribuzione esistente per collegare i siti di produzione e i siti di consumo
  2. Sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili: sistemi realizzati da gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente
  3. Comunità energetiche rinnovabili: sistemi realizzati da clienti finali ai sensi dell’art. 31 del Decreto legislativo n.199 del 2021

L’approvazione del Decreto Mise sugli incentivi delle CER, ad oggi ancora al vaglio dell’UE, dovrebbe finanziare fino al 2027 l’installazione di ulteriori 5GW di impianti da fonti rinnovabili per l’autoconsumo condiviso.



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