30 Apr 2021

Facciamo seguito alla precedente comunicazione, con la quale informavamo dell’avvenuta adozione della Circolare Ministeriale, relativa all’applicazione della disciplina della TARI, contenente importanti chiarimenti, molto attesi dal mondo delle Imprese ed anticipiamo che il prossimo 11 maggio alle ore 10.30 intendiamo dare degli approfondimenti attraverso un webinar. 

Nei giorni successivi all’emanazione della Circolare, l’ANCI è intervenuta con una lettera indirizzata al Ministero della Transizione Ecologica ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per denunciare le gravi criticità che l’interpretazione della disciplina TARI fornita dal Documento Ministeriale avrebbe causato sul sistema tariffario e fiscale del servizio di gestione dei rifiuti, chiedendo, al contempo, un intervento anche normativo sul tema per superare queste criticità. 

A riguardo, Confindustria è tornata a rappresentare al MITE ed al MEF la propria posizione e la solidità delle argomentazioni contenute nella Circolare.

La Circolare chiarisce, infatti, definitivamente, che le superfici dove avvengono le lavorazioni industriali sono escluse dall’applicazione dei prelievi sui rifiuti, compresi i magazzini di materie prime, di merci e di prodotti finiti, sia con riferimento alla quota fissa che alla quota variabile. 

Questa interpretazione, da sempre sostenuta e difesa da Confindustria, trova fondamento sia nei dettami europei, sia nelle recenti modifiche al quadro normativo italiano. La nuova definizione di “rifiuto urbano”, infatti, introdotta dal DLGS n. 116 del 2020 – che recepisce le disposizioni dettate dalle Direttive europee n. 851/2018 e n. 852/2018 – esclude definitivamente le attività industriali dall’elenco delle attività economiche suscettibili di produrre rifiuti urbani.  

Con specifico riguardo al tema dei “magazzini”, peraltro, merita sottolineare come la Corte di Cassazione, in talune pronunce, abbia fornito la corretta interpretazione del termine “collegamento funzionale ed esclusivo alle attività produttive”, precisando che il requisito della pertinenzialità, ossia la locazione del magazzino nella medesima area dello stabilimento industriale, fosse un elemento fondamentale per attestare l’accessorietà funzionale ai locali produttivi. 

La citata modifica normativa – che Confindustria accoglie con favore – ha, quindi, di fatto, introdotto nel quadro normativo nazionale il principio, da sempre sostenuto da Confindustria, della summa divisio tra rifiuti urbani e rifiuti della produzione, ponendo fine ad una distorsione che ha investito la gestione dei rifiuti per molti anni, con ricadute  di grande impatto in termini economici sul sistema industriale. 

La Regione Toscana ha peraltro pubblicato sul BURT n°42 del 24 aprile u.s. la Legge n°14 che riporta le disposizioni in merito alla gestione dei rifiuti urbani prodotti da utenze non domestiche modificando la L.R. 25/1998, indicando le modalità di comunicazione per le imprese che vorranno abbandonare il Gestore del servizio pubblico.

Ci preme evidenziare che la norma regionale, pone in capo al Gestore del servizio pubblico la facoltà, non l’obbligo, di riaccogliere le utenze non domestiche che intendono riprendere ad usufruire del servizio pubblico dopo la loro temporanea uscita dal sistema.

Visti i numerosi dubbi, e per meglio capire le eventuali azioni da compiere, in collaborazione con Confindustria e Confindustria Toscana abbiamo organizzato un incontro in forma di webinar per il giorno 11 maggio alle ore 10.30.

Stiamo predisponendo i dettagli del programma che comunicheremo quanto prima.