In coordinamento con Confindustria e Confindustria Toscana, stiamo seguendo il tema della vaccinazione contro il Covid19 all’interno delle aziende per i dipendenti. Come sapete, si tratta di una iniziativa di fondamentale importanza per il sistema produttivo, promossa da Confindustria a livello nazionale.

Questa comunicazione di aggiornamento fa seguito all’invio del Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-CoV-2 nei luoghi di lavoro e del documento contenente le indicazioni ad interim per la vaccinazione nei luoghi di lavoro.

Attraverso Confindustria Toscana, infatti, stiamo seguendo il tema nei rapporti con la Regione, per chiarire gli aspetti di natura applicativa e attuativa dei due documenti nazionali sopra indicati; la Regione sta lavorando ad un protocollo di intesa con le associazioni di categoria e le parti sociali che definisca proprio, nel rispetto di quanto indicato dal protocollo nazionale e dalle indicazioni ad interim, le procedure e le modalità organizzative della campagna vaccinale all’interno delle aziende.

Non appena il lavoro sarà ultimato, vi informeremo immediatamente in modo che, se interessati, possiate aderire all’iniziativa in questione.  

Tuttavia, evidenziamo anche come la possibilità di avviare la vaccinazione nelle aziende, dipenda strettamente dalla disponibilità di vaccini utilizzabili allo scopo, oltre che dall’aver terminato, secondo quanto stabilito dal piano vaccinale nazionale, la vaccinazione delle persone più vulnerabili o per ragioni di malattia o per età.

In questo frangente, per altro, come ampiamente riportato anche dalla stampa, alcuni vaccini hanno caratteristiche di conservazione e utilizzo, legate soprattutto alla catena del freddo, tali da renderne molto complesso l’utilizzo nella vaccinazione in azienda. Gli altri vaccini ad oggi autorizzati invece sono raccomandati per destinatari con più di 60 anni di età.

Nella situazione attuale, quindi, è impossibile prevedere la data dalla quale sarà possibile avviare la vaccinazione nelle aziende. Segnaliamo tuttavia come si tratti di una situazione soggetta a cambiamenti anche repentini in ragione della possibilità che intervengano decisioni delle autorità competenti o delle aziende produttrici che possano sbloccare le forniture. In ogni caso, difficile immaginare che la vaccinazione nelle aziende possa partire prima di un mese, anche in considerazione dei tempi necessari per completare le fasce di età prioritarie. Naturalmente, vi terremo costantemente informati sul punto.

In ogni caso, al fine di velocizzare le successive fasi di prenotazione e di somministrazione dei vaccini, suggeriamo a tutte le aziende interessate di iniziare a programmare quanto segue, in accordo con il medico competente aziendale e sulla base di quanto previsto dai documenti nazionali, al fine anche di verificare il rispetto dei requisiti richiesti:

  • l’uniforme comunicazione a tutti i dipendenti della possibilità di vaccinarsi all’interno dell’azienda;
  • la presenza di un numero adeguato di personale sanitario per le varie fasi della vaccinazione (preventiva anamnesi, somministrazione, permanenza post-vaccinazione, registrazione dei vaccini sul portale regionale, etc.);
  • la presenza uno spazio idoneo alla somministrazione del vaccino, facilmente accessibile, che potrà coincidere con l’ambulatorio utilizzato dal medico competente per le visite ordinarie;
  • la presenza dei materiali, delle attrezzature e dei farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle attività, anche per garantire un idoneo intervento medico in caso che si manifestino complicanze, secondo le indicazioni del medico responsabile della vaccinazione.
  • spazi per accessi scaglionati nel rispetto delle procedure anti contagio;
  • aree per la permanenza post-vaccinazione, con la supervisione di personale sanitario;
  • adeguata e frequente igienizzazione degli ambienti;

In questa fase è essenziale aver effettuato una valutazione del numero di dosi necessarie, tramite il medico competente aziendale e nel rispetto della riservatezza, in modo che all’apertura delle prenotazioni le aziende possano prenotarsi tempestivamente.

Evidenziamo anche come, sul tema, Confindustria abbia chiesto al Ministero competente un chiarimento in merito alle procedure ASL di verifica dei locali utilizzabili dall’azienda, in modo che tali procedure di verifica avvengano secondo modalità e tempi certi.

Segnaliamo infine come, sulla base di quanto previsto dal protocollo nazionale, ci stiamo anche muovendo per raccogliere la disponibilità delle strutture sanitarie private ad offrire in convenzione il servizio, così come abbiamo avviato l’interlocuzione con INAIL per capire le modalità di costituzione dei centri vaccinali di loro competenza previsti sempre dal protocollo.