Il 4 ottobre c.m. le delegazioni ristrette di SMI e di Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil si sono incontrate per riprendere il confronto negoziale dopo una pausa di riflessione durata circa un mese.
La delegazione di SMI, anche a seguito delle verifiche intervenute in questo periodo presso la base associativa e negli organismi direttivi della Federazione, ha confermato sulla parte economica l’impostazione seguita fin dall’inizio del negoziato (20 aprile 2016) e la proposta formalizzata nell’ultimo incontro, basata sul recupero degli scostamenti inflattivi dello scorso triennio (2013-2015) e sulla determinazione degli incrementi dei minimi contrattuali “ex-post” sulla base dell’andamento reale dell’inflazione. Nel contempo, SMI ha insistito sull’opportunità di aprire finalmente il confronto tra le parti anche sui temi normativi, ritenuti di grande importanza per adeguare la disciplina contrattuali alle nuove esigenze delle aziende e dei lavoratori del settore.
I sindacati, dal canto loro, anche a seguito della riunione della loro delegazione plenaria che si è tenuta il 29 settembre u.s. a Bologna, hanno confermato di ritenere inaccettabile la proposta economica di SMI, poiché esprime un’impostazione contrattuale alternativa e non conciliabile con le richieste contenute nella “piattaforma” sindacale per il rinnovo del CCNL. Inoltre, tale impostazione della parte economica impedisce anche ogni ulteriore approfondimento dei temi normativi che potrebbero utilmente essere oggetto del confronto negoziale.
Pertanto, preso atto delle reciproche posizioni, ritendo esaurita la fase di confronto in sede ristretta, le parti hanno rimandato il prosieguo del negoziato ad un prossimo incontro a delegazioni plenarie, già fissato per il giorno 20 ottobre p.v. .

Al termine dell’incontro, i sindacati hanno preannunciato la pubblicazione di un comunicato sindacale nel quale sarà proclamato lo “stato di agitazione” con il blocco del lavoro straordinario e della flessibilità.

Leopoldo Viviani

Stefania Rinaldo