10 Apr 2019

Le possibilità di business che nove Paesi dell’Est Europa possono offrire alle aziende fiorentine e italiane sono state al centro di un incontro di approfondimento che si è tenuto oggi in Confindustria Firenze e ha visto la partecipazione di Luca Serena, presidente di Confindustria Est Europa e dei presidenti e direttori delle maggiori Confindustrie est europee.

“Lo sviluppo economico e sociale della regione”, ha sottolineato Luigi Salvadori nel suo intervento introduttivo ai lavori, “rappresenta un’eccezionale opportunità per il nostro paese e le nostre imprese. L’interscambio commerciale e gli investimenti italiani nell’area sono già molto significativi; attualmente l’Italia è insieme alla Germania il principale partner commerciale della regione ed uno dei maggiori investitori. In particolare, la presenza italiana è forte in settori chiave dell’economia, quali infrastrutture, telecomunicazioni, banche ed energia e mostra ampi margini di crescita”.

“Nel campo dell’energia, ad esempio, molte aziende italiane si sono attivate per partecipare alla realizzazione di decine di centrali idroelettriche e a biomasse – ha continuato Salvadori -, di numerosi interventi sulla rete elettrica e sull’illuminazione pubblica, settori in cui i paesi dell’est, in particolar modo dei Balcani, hanno bisogno di innovazione e di know-how per raggiungere gli standard dell’Europa occidentale. Interessanti prospettive di sviluppo sussistono anche per le produzioni tipiche del made in Italy”.

La crescita economica e l’aumentato potere d’acquisto della popolazione sta attirando l’attenzione di aziende dei settori agroalimentare, casa e moda, alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali.
Per una impresa che vuole arrivare su questi mercati diventa quindi fondamentale conoscere meglio la realtà locale e capire come poter sviluppare o consolidare la propria presenza.
L’incontro di oggi ha avuto proprio lo scopo di far conoscere meglio alle imprese fiorentine l’area geografica e sue le opportunità.

“Il sistema produttivo toscano, che ha fatto dell’alta qualità dei prodotti un suo segno distintivo, può giocare un ruolo di primo piano – continua Salvadori -. Sono già numerose le aziende toscane che operano con successo nell’area e sussistono certamente i presupposti per rendere questa presenza ancora più forte ed ampia.
Sotto questo profilo, risulta prezioso il supporto che Confindustria Est Europa e le associazioni ad essa collegate possono fornire alle aziende in termini di conoscenze, contatti ed assistenza operativa. Attualmente, le imprese italiane facenti capo a tali associazioni sono oltre mille e il loro numero è in costante aumento, poiché avere un punto di riferimento in loco è strategico per implementare progetti d’investimento e azioni di sviluppo commerciale”.

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