19 Set 2019

Ad oggi circa 200 organizzazioni del settore pubblico e privato l’hanno adottata (meno di una decina in Toscana). Stiamo parlando della UNI ISO 37001, ovvero la certificazione internazionale che una impresa o organizzazione, può adottare volontariamente per prevenire, al proprio interno, possibili casi corruzione e promuovere una cultura d’impresa etica.

Il tema è stato affrontato oggi a Firenze in un seminario su “La prevenzione della corruzione: i benefici della certificazione ISO 37001”, organizzato da Certiquality, Confindustria Firenze e Studio Legale Chiti. Un approfondimento che partendo dal complesso quadro degli strumenti previsti per affrontare il tema della lotta alla corruzione, dal contesto normativo di riferimento e dal ruolo chiave di ANAC è arrivato ai modelli volontari recentemente introdotti con la norma ISO 37001.

La norma, specifica le misure e i controlli, che una organizzazione o impresa, può adottare per monitorare le proprie attività al fine di prevenire la corruzione.
Lo standard ISO interessa in particolare le società partecipate, le imprese che partecipano ad appalti pubblici o ricevono finanziamenti e contributi pubblici, o per imprese che operano in settori fortemente “regolamentati” (come aziende private concessionarie di pubblici servizi), o per gruppi multinazionali con sedi in paesi riconosciuti a forte rischio di corruzione, può essere adottata da organizzazioni e imprese di ogni dimensione.

La norma UNI ISO 37001:2016 relativa al Sistema di Gestione Anticorruzione, infatti nasce proprio con l’obiettivo di aiutare a migliorare il controllo dei rischi di compliance ed a essere “più virtuosi” rispetto a quanto richiesto dalla legislazione in materia, anche attraverso lo sviluppo e consolidamento della cultura della trasparenza e dell’integrità, attestando l’impegno dell’azienda.