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Ambiente Energia Energia

Nuovo D. Lgs. 03/03/211 Energie rinnovabili: previste riduzioni degli incentivi sugli impianti di produzione elettrica da pannelli fotovoltaici.

10 Marzo 2011
Il Decreto definisce un nuovo quadro legislativo che vorrebbe essere stabile, piu' efficiente e meno incerto nel lungo termine per ridurre rischi di bilancio per lo Stato. Il contenuto del decreto ha allarmato gli operatori del settore per le possibili gravi ripercussioni dettate dall'incertezza sugli incentivi.

Premessa

Toniamo sul tema degli incentivi delle fonti rinnovabili dopo la firma del D.Lgs. 03/03/2011, “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'usodell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE”.Il decretomodifica il quadro normativo e rivede  il sistema degi incentivi.

Novità

Con il D.Lgs. 03/03/2011 il Ministro dello Sviluppo Economico, anche sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero del Tesoro e dell’Ambiente, ha voluto razionalizzare il sistema di incentivazione delle rinnovabili, cercando un equilibrio tra le diverse filiere e garantendo il contenimento dei costi al 2020. Questa azione, nelle attese di tutti gli utenti elettrici, avrà una ricaduta positiva sul costo della bolletta energetica, fattore determinante per un paese ad alta vocazione manifatturiera.

In merito Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo Economico, dichiara che “resta confermato il nostro impegno a supportare una filiera produttiva importante e che, in controtendenza rispetto alla congiuntura economica internazionale, continua a crescere. Siamo convinti che – eliminando sprechi, speculazioni e truffe – sia possibile attivare una riforma degli incentivi che spossa sia garantire investimenti industriali, livelli occupazionali e indotto dell’intero settore industriale della produzione da fonti rinnovabili, sia evitare che i cittadini continuino a essere gravati da ulteriori costi ingiustificati in bolletta. Il costo degli incentivi per cittadini e imprese è infatti altissimo: per quest’anno è di 3,5 miliardi, 35 miliardi per i prossimi 10 anni. Siamo sicuri di voler spendere 35 miliardi di euro per 8.000 MW di fotovoltaico?”. Il criterio generale dei nuovi incentivi dovrà tener conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e del livello di incentivi applicati negli Stati membri dell'Unione europea. 

Per questo non meraviglia la posizione del Tavolo della Domanda di Confindustria che “valuta positivamente la strada intrapresa dal Governo, strada improntata alla razionalità ed alla efficienza. Lungi dal rappresentare un ostacolo allo sviluppo delle fonti rinnovabili, il dettato del decreto recupera integralmente la necessità di rapportare in modo efficiente gli incentivi ai reali costi di sviluppo, evitando situazioni di sovra incentivazioni, pericolose anche per lo stesso sviluppo delle rinnovabili”.

Nel contempo gli operatori del settore hanno manifestato il loro disappunto  denunciando la mancanza di certezze del quadro normativo, indispensabile per programmare gli investimenti. Ricordiamo per altro che la revisione del Conto Energia con le nuove tariffe incentivanti dovrebbe essere fissata, per decreto,  entro il 30 aprile 2011 garantendo uno sviluppo del settore oltre la soglia degli 8.000 MW (tetto limite proposto nella prima stesura del presente decreto) che nella versioen approvata è stata “cassata”.

Resta inoltre la limitazione per la realizzazione degli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole sebbene con alcune modifiche rispetto al testo iniziale del D.Lgs., il provvedimento dispone che dalla data di entrata in vigore del provvedimento (il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta), nelle aree agricole in cui saranno agevolati solo gli impianti a terra fino a 1 MW e “nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario”, gli impianti dovranno essere collocati a una distanza non inferiore ai 2 km. Inoltre per potere usufruire delle agevolazioni non deve essere destinato “all’installazione degli impianti più del 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente”. Tutti questi limiti non si applicano tuttavia ai terreni abbandonati da almeno cinque anni.

Altri decreti attuativi sono attesi sul tema dei certificati verdi che, per scongiurare il blocco di uno dei settori più dinamici dell’economia nazionale, dovranno arrivare in pubblicazione in tempi rapidissimi. In particolare, per la revisione degli incentivi per gli impianti FER in esercizio dopo il 31 dicembre 2012, il decreto conferma la soglia dei 5 MW oltre la quale per l’assegnazione degli incentivi si procederà con il meccanismo d’asta gestito dal GSE. Al di sotto di questo tetto si procederà con incentivi feed-in tariff (in base all’energia prodotta).

Si segnala altresì l’ingresso nel D.Lgs. di nuovi articoli (42, 43 e 44) su controlli e sanzioni sugli incentivi. Così come la previsione del burden sharing regionale. Questo comporta un lavoro di forte razionalizzazione dei PRS (Piani Regionali di Sviuluppo) delle Regioni. Infatti entro 90 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs. un decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente, definirà e quantificherà gli obiettivi regionali in materia di FER e le modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento dei target.

 

Azioni di Confindustria Firenze   

Resta alta l’attenzione di Confindustria sul D.Lgs. rinnovabili. Il provvedimento e in particolare il futuro del fotovoltaico è stato al centro di riunioni del Comitato Energia di Confindustria che partendo da un’analisi della “filiera del valore del FV”, ha affrontato il problema della presente “allocazione distorta delle risorse data da un eccesso di margine degli sviluppatori e da un eccesso di presenza di finanza”.

Confindustria prevede di elaborare velocemente tre proposte: una per il transitorio del FV; una sul meccanismo di revisione delle agevolazioni che correli il livello di incentivi all’evoluzione tecnologica del settore; un’ultima sulle misure di semplificazione ed efficientamento delle procedure autorizzative che coinvolga gli enti locali, necessaria “per evitare speculazioni”.

Gli uffici del Servizio Energia dell’Area A.S.E.Q (Ambiente Sicurezza Energia Qualità) di Confindustria Firenze sono adisposizione degli Associati interessati ad un aggiornamento e confronto su un tema di estrema attualità.

 

Contatto

Area Ambiente Sicurezza Energia Qualità

Catia Tarquini tel. 055 2707286, catia.tarquini@confindustriafirenze.it

 

 

 

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